mercoledì 24 giugno 2009

Al PICNIC! FESTIVAL c'è Davide Calì


Davide Calì l'autore italiano più conosciuto in Francia. I suoi libri sono stati tradotti in tantissime lingue.
Dal Canada al Giappone. Fumettista, scrittore ed illustratore. Il suo libro "Mi piace il cioccolato" ha venduto più di 20.000 copie nel mondo.

Una piccola intervista:

Da dove nasce l’idea di un mostro nero nero?
In principio era solo una storia di maniera, che riprendeva un po’ certe storie sui colori che mi erano piaciute anni fa e nelle quali è ricorrente il tema del viaggio e della scoperta del mondo. Nella prima versione il mostro, ricalcando il cliché di questo genere di storie, tornava alla sua isoletta con tante foto, contento di aver scoperto i colori del mondo. Poi però alla Zoolibri mi hanno chiesto di concentrarmi un po’ di più sulla morale del racconto, soprattutto sulle motivazioni che spingevano il mostro a lasciare la sua isola. Così piano piano la storia, per quanto semplice, è diventata anche molto profonda.

Molto persone intorno a me stanno decidendo di cambiare vita trasferendosi in altri paesi, un po’ come il mostro nero. Penso ad esempio ai mie genitori che poche settimane fa hanno preso casa in Filippine (anche loro su un’isola!). Hai mai pensato ad assecondare il tuo desiderio di fuga?

Sì, ci penso. Direi quotidianamente. Proprio nella fase di adattamento dei testi del libro mi sono reso conto che forse la storia del mostro rappresenta, anche se scrivendola non ne avevo intenzione, il attuale mio desiderio di fuga. Non mi piace il quartiere in cui vivo, non mi piace la mia città e non mi piace nemmeno il paese in generale. Mi sono anche posto il problema che il mio libro sia sincero in questo senso: voglio dire, la morale del racconto è che bisogna impegnarsi per rendere migliore il luogo in cui ci si trova, ma io sto progettando di lasciare la mia isola. Ho avuto il dubbio di non essere troppo coerente e ho riflettuto a lungo sull’opportunità di un altro finale. Poi ho accettato l’idea che la vita si compone di diverse fasi. Quello del mio libro è un messaggio rivolto a bambini piccoli: anziché lamentarsi sempre, si può provare a fare qualcosa per rendere le cose migliori.