martedì 6 luglio 2010

Intervista a MARCO NIZZOLI

 Intervista a Marco Nizzoli a cura di Youthless fanzine


Quali erano i fumetti che leggevi da piccolo? Da cosa sei stato maggiormente influenzato a livello fumettistico?

Ho iniziato come tanti della mia generazione con il settimanale Topolino e altri albi di simile formato (Geppo,Soldino,etc etc...).Crescendo mi sono spostato su Alan Ford e i supereroi, ma durante l’adolescenza ho scoperto i fumetti francesi e gli autori che hanno cambiato il mio modo di vedere l'arte del fumetto quali Hugo Pratt, Manara ,Moebius, Pazienza. Anche i Manga mi hanno influenzato parecchio, fra i tanti autori Otomo e Myazachi.

Qual è stata la tua formazione? Hai compiuto studi particolari o è tutto frutto di passione?

Ho frequentato il corso triennale di Illustrazione post diploma dell'Istituto Europeo di Milano.

Nel 1987 hai lavorato su Alan Ford, che emozione hai provato nel poter lavorare ad un fumetto “storico” e nel cuore di tanta gente? L’hai vissuto come un arrivo o come un inizio? E’ stato questo momento a segnare il tuo passaggio nel mondo professionale del fumetto? 

Emozionato sicuramente e molto orgoglioso di aver raggiunto grazie alla mia caparbietà un obbiettivo che avevo da quando avevo 11-12 anni. Essendo molto giovane (18 anni), l'ho vissuto come l'inizio di un percorso, infatti, dopo due anni mi ero stancato e così Max Bunker mi diede la possibilità di creare graficamente il suo nuovo personaggio Angel Dark.

Ho letto che insegni alla scuola del fumetto a Reggio Emilia…come sta andando questa esperienza? Pensi che si possa insegnare il disegno a chiunque? Tu cosa insegni ai tuoi allievi? 

E' un'esperienza che mi sta dando molte soddisfazioni, ho iniziato come sfida con me stesso, perché per me era una cosa completamente nuova; essere in contatto con tante persone è molto stimolante e paradossalmente mi serve molto per crescere professionalmente e per trovare nuovi stimoli.
Io insegno "Prospettiva" agli allievi del corso di Fumetto e "Acquerello" agli allievi di Illustrazione.

E come sei arrivato a realizzare illustrazioni erotiche?

Ho sempre disegnato personaggi femminili sensuali, quando qualche anno fa mi fu chiesto di realizzare delle storie erotiche l'ho fatto volentieri ma in realtà la produzione di materiale di carattere erotico è solo una piccolissima parte della mia produzione.

Quali sono i tuoi strumenti del mestiere? Insomma da cosa non potresti mai staccarti per lavorare al tuo meglio?

Non mi stancherò mai del materiale tradizionale: matite, chine, acquerelli e fogli di carta. Ovviamente lavoro molto anche in digitale con la tavoletta grafica ma solamente per la colorazione delle tavole a fumetti e qualche illustrazione. Poter tenere in mano un originale è una soddisfazione alla quale non posso rinunciare.

Credi che le Graphic Novel abbiano finalmente sdoganato il fumetto rendendolo “adulto” o pensi che le strisce disegnate continuino ad essere associate a “ragazzate”? 

Non so se la graphic novel abbia sdoganato il fumetto, qualunque cosa va bene se il risultato è il suo sdoganamento ma la parola Graphic Novel vuol dire tutto e niente e già nei primi anni 70 c'erano autori come Will Eisner che trattavano tematiche e avevano un tipo di narrazione alternative al fumetto tradizionale, insomma, non si è inventato niente. Io poi molto spesso preferisco una storia di Dylan Dog alle pippe di certi autori che francamente sono solo autoreferenziali.